domenica 7 febbraio 2010
Scusate l'interruzione...
Rapita da Facebook ho tralasciato questo spazio, che invece puo' servire tanto. Ci vediamo nei prossimi giorni. Ciao
domenica 1 febbraio 2009
La politica è diventata schizzofrenica!
Come ha detto ieri qualcuno più autorevole di me, la politica è ormai diventta schizzofrenica.
I forzisti, udccini e aennini che vollero Lombardo presidente della Regione nel mese di febbraio del 2008, col solo scopo di ottenere il maggior numero di assessorati per loro!,
gli stessi forzisti che per questo stesso motivo voltarono le spelle a colui che li aveva inventati e resi UOMINI DELLE ISTITUZIONI, che li rese parte del maggior partito in Sicilia, loro, proprio loro son quelli che oggi con le riforme profonde non ci stanno e voltano le spalle a quel Presidente della Regione da loro fortemente voluto meno di un anno fà!
E ora che facciamo? Andiamo a votare? E cosa diro' io alla gente? Ti chiedo il voto per le regionali? Per farmi dire cosa?: "Serve solo a loro...non certo alla Sicilia?!"
Almeno potro' dire che gli uomini per i quali ho chiesto di votare sono uomini coerenti.
Ma i ribaltonini ci pensino bene a come giustificarsi con gli elettori....
Tutto cio' è molto triste.
Questa non è politica..è solo scizzofrenia!
I forzisti, udccini e aennini che vollero Lombardo presidente della Regione nel mese di febbraio del 2008, col solo scopo di ottenere il maggior numero di assessorati per loro!,
gli stessi forzisti che per questo stesso motivo voltarono le spelle a colui che li aveva inventati e resi UOMINI DELLE ISTITUZIONI, che li rese parte del maggior partito in Sicilia, loro, proprio loro son quelli che oggi con le riforme profonde non ci stanno e voltano le spalle a quel Presidente della Regione da loro fortemente voluto meno di un anno fà!
E ora che facciamo? Andiamo a votare? E cosa diro' io alla gente? Ti chiedo il voto per le regionali? Per farmi dire cosa?: "Serve solo a loro...non certo alla Sicilia?!"
Almeno potro' dire che gli uomini per i quali ho chiesto di votare sono uomini coerenti.
Ma i ribaltonini ci pensino bene a come giustificarsi con gli elettori....
Tutto cio' è molto triste.
Questa non è politica..è solo scizzofrenia!
martedì 28 ottobre 2008
ORGOGLIO SICILIANO, MICCICHE' TUONA
La Festa del Movimento per l'Autonomia si addentra nei temi politiciattuali Si avvicendano gli incontri, s'infiamma il dibattito politicoe gli interventi autorevoli . Molto atteso in mattinata, l'interventodi Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consigliocon delega al CIPE che ha aspramente criticato la Lega Nord: "La cosascandalosa è che appena spendiamo 140 milioni per la Sicilia, silamentano i lombardi. Una vigliaccata, lo dico molto chiaramente: noiabbiamo dato 1,4 miliardi di euro all'Expo di Milano con i nostrisoldi, quelli destinati al Fas per il Mezzogiorno. Immatura lapolemica sui fondi destinati a Catania dal decreto sulle autonomieapprovato in Consiglio dei ministri insieme al Federalismo fiscale.Allora Catania dovrà restituire i 140 milioni soltanto dopo che Milanorestituirà gli 1,4 miliardi di euro". Gianfranco Micciché, nel il suointervento, non ha lesinato disapprovazioni alla Finanziaria, cheprevede la detrazione alle regioni del sud di 3,6 miliardi di euro:"La verità - afferma Miccichè - è che per adesso gli unici fondi checi sono sono quelli per il Mezzogiorno (che provengono dall'Europa).Il problema è territoriale e non politico. Nel 2013 finiranno i fondistrutturali e si andrà verso il Federalismo, se in questi anni citolgono pure i quattrini che abbiamo è chiaro che il problema cominciaa diventare serio. I soldi il Mezzogiorno li deve spendere bene".Micciché continua a sentenziare, passa dalla critiche alla Finanziariaai sospetti sul Federalismo: "Non mi piace, non mi fido delFederalismo fatto da gente come quelli della Lega. Loro vogliono loscontro tra i territori, ma se ci deve essere allora che sia allapari: scontro politico e non territoriale perché loro sono più fortidi noi anche nella demagogia. Mi sembra che in generale nelMezzogiorno si è sudditi nei confronti dei poteri del Nord". Sembra ilpiù acceso degli autonomisti, ed appare chiaro che l'intesa col leadermovimentista Raffaele Lombardo c'è, continua, si rafforza. Il progettodi un forte partito siciliano si fiuta, oltre che nelle parole anchenegli atteggiamenti. Musotto ne è un prototipo notevole. SottrarreLombardo all'abbraccio leghista potrebbe essere la strategia perrealizzare il "federalismo partitico", cioè un grande contenitore delcentrodestra che comprenda tutti, come il PDL, ma tutto siciliano,alleato col Cavaliere….. ma non dipendente. Poi ci si confronteràanche coi leghisti.Pubblicato da adomex
lunedì 6 ottobre 2008
Ed ora ...Parliamone!
Cari bloggers residenti in quinta circoscrizione,
utilizzate pure questo blog per dar voce a tutte le vostre istanze relative ad interventi necessari sul territorio.
Credo questo sia il modo migliore per utilizzare questo blog... e la mia piccola carica.
Aspetto le vostre richieste: lavoriamoci su, se ce lo permettono.
Ciao.
Adelaide
utilizzate pure questo blog per dar voce a tutte le vostre istanze relative ad interventi necessari sul territorio.
Credo questo sia il modo migliore per utilizzare questo blog... e la mia piccola carica.
Aspetto le vostre richieste: lavoriamoci su, se ce lo permettono.
Ciao.
Adelaide
lunedì 8 settembre 2008
Provincia di Palermo, Avanti assegna le deleghe ai 12 assessori. "L'obiettivo è fare dialogare i settori dell'amministrazione"
"L'obiettivo è far dialogare i vari settori dell'amministrazione, senza compartimenti stagno", dice il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti (Udc), che stamattina ha assegnato le deleghe ai dodici assessori della sua giunta, a qualche settimana dalla loro nomina: "Questo tempo - spiega Avanti - è servito per valutare le competenze di ciascuno". L'esecutivo è composto da sei esponenti del Pdl (uno in quota An), quattro dell'Udc e due dell'Mpa,
"tutti indicati dai partiti, io non ne ho scelto nessuno", sottolinea il presidente della Provincia, che per sé ha tenuto le deleghe ad Ato rifiuti e idrico, Cultura, Turismo, Spettacolo, Politiche comunitarie, Informatizzazione e Comunicazione. A chi gli ha chiesto se non erano troppe, Avati ha detto che non vuole restare con le mani in mano. "Inoltre - ha aggiunto - per quanto riguarda il Turismo sto già seguendo la materia per conto dell'Urps", Unione regionale delle province siciliane. Nell'esecutivo ci sono due donne: Marianna Caronia, deputato regionale dell'Mpa, e Carola Vincenti (FI). A proposito della Vincenti, Avanti ha sottolineato che "é la prima volta che una donna ha la delega al Bilancio".
Il vicepresidente della Provincia, Pietro Alongi (FI), avrà le deleghe a Rapporti con il Consiglio provinciale, Personale, Affari legali e contenzioso, Sicurezza, Diritti umani e civili, Antiusura, Antiracket, Beni confiscati alla mafia. Carola Vincenti (FI): Bilancio, Politica delle entrate, Programmazione finanziaria, Finanza innovativa, Pari opportunità, Rapporti con il parlamento nazionale. Giovanni Tomasino (Udc): Viabilità e trasporti, Opere pubbliche stradali e dei trasporti, Affari istituzionali, Programmazione infrastrutture, Protezione civile. Marianna Caronia (Mpa): Beni culturali, monumentali e ambientali. Eusebio Dalì (FI): Agricoltura, Caccia e pesca, aree interne ed ex comunità montane, Politiche giovanili. Michele Nasca (FI): Sport e tempo libero, Impiantistica sportiva. Domenico Porretta (Udc) Politiche sociali, Rapporti con gli italiani all'estero. Giuseppe Di Maggio (FI): Pubblica istruzione, Nuova edilizia scolastica, Logistica e sicurezza scolastica. Dario Falzone (An): Attività economiche e produttive. Armando Aulicino (Mpa): Istituto provinciale di cultura e lingue, Programmazione negoziata, Politiche di coesione economica e sociale, Rapporti con le autonomie locali, Politica del lavoro e formazione professionale. Vito Di Marco (Udc): Politiche dell'Ambiente, Difesa del suolo, Riserve naturali, Aree protette, Fonti alternative di energia e tutela, Valorizzazione delle risorse energetiche. Salvatore Cerra (Udc): Patrimonio, Demanio, Interventi manutentivi ordinari e straordinari di Edilizia scolastica e patrimoniale.
"tutti indicati dai partiti, io non ne ho scelto nessuno", sottolinea il presidente della Provincia, che per sé ha tenuto le deleghe ad Ato rifiuti e idrico, Cultura, Turismo, Spettacolo, Politiche comunitarie, Informatizzazione e Comunicazione. A chi gli ha chiesto se non erano troppe, Avati ha detto che non vuole restare con le mani in mano. "Inoltre - ha aggiunto - per quanto riguarda il Turismo sto già seguendo la materia per conto dell'Urps", Unione regionale delle province siciliane. Nell'esecutivo ci sono due donne: Marianna Caronia, deputato regionale dell'Mpa, e Carola Vincenti (FI). A proposito della Vincenti, Avanti ha sottolineato che "é la prima volta che una donna ha la delega al Bilancio".
Il vicepresidente della Provincia, Pietro Alongi (FI), avrà le deleghe a Rapporti con il Consiglio provinciale, Personale, Affari legali e contenzioso, Sicurezza, Diritti umani e civili, Antiusura, Antiracket, Beni confiscati alla mafia. Carola Vincenti (FI): Bilancio, Politica delle entrate, Programmazione finanziaria, Finanza innovativa, Pari opportunità, Rapporti con il parlamento nazionale. Giovanni Tomasino (Udc): Viabilità e trasporti, Opere pubbliche stradali e dei trasporti, Affari istituzionali, Programmazione infrastrutture, Protezione civile. Marianna Caronia (Mpa): Beni culturali, monumentali e ambientali. Eusebio Dalì (FI): Agricoltura, Caccia e pesca, aree interne ed ex comunità montane, Politiche giovanili. Michele Nasca (FI): Sport e tempo libero, Impiantistica sportiva. Domenico Porretta (Udc) Politiche sociali, Rapporti con gli italiani all'estero. Giuseppe Di Maggio (FI): Pubblica istruzione, Nuova edilizia scolastica, Logistica e sicurezza scolastica. Dario Falzone (An): Attività economiche e produttive. Armando Aulicino (Mpa): Istituto provinciale di cultura e lingue, Programmazione negoziata, Politiche di coesione economica e sociale, Rapporti con le autonomie locali, Politica del lavoro e formazione professionale. Vito Di Marco (Udc): Politiche dell'Ambiente, Difesa del suolo, Riserve naturali, Aree protette, Fonti alternative di energia e tutela, Valorizzazione delle risorse energetiche. Salvatore Cerra (Udc): Patrimonio, Demanio, Interventi manutentivi ordinari e straordinari di Edilizia scolastica e patrimoniale.
mercoledì 3 settembre 2008
Aumenti ISTAT
02/09/2008 - ISTAT: AUMENTANO GLI STIPENDI DEL 4,7%
Le retribuzioni contrattuali orarie a luglio sono aumentate dello 0,7 per cento rispetto a giugno e del 4,3 per cento su luglio 2007, l'incremento più significativo dall'ottobre del '97 (+4,5 per cento). Un aumento anche superiore all'inflazione, che a luglio si è attestata al 4,1 per cento. Lo rende noto l'Istat precisando che l'incremento è dovuto ai numerosi rinnovi contrattuali e agli aumenti tabellari di molti accordi recepiti nel mese. Infatti nel periodo considerato sono stati rinnovati il contratto del commercio, quelli del comparto calzaturiero, del settore gomma e plastica, quello dei ceramisti. In vigore da luglio anche i nuovi contratti dei dipendenti Bankitalia e di quelli della scuola privata laica. Considerando i primi sette mesi dell'anno, l'aumento è del 3,1 per cento. A incidere sull'aumento di luglio anche le prime rate di incrementi tabellari per gli accordi tessili, vestiario e maglierie e servizi smaltimento rifiuti municipalizzati. Allo stesso modo a luglio si sono fatti sentire gli aumenti retributivi fissati da contratti già in vigore (carta, energia elettrica, alberghi e pubblici esercizi, trasporto merci su strada, servizi di magazzinaggio, credito, lavanderie e tintorie) e l'adeguamento di indennità nei contratti olearia e margariniera, forze dell'ordine e militari-difesa. Guardando ai vari settori, gli incrementi più elevati si osservano per assicurazioni (+7,7%), alberghi e pubblici esercizi (7,6%), ministeri e militari-difesa (entrambi +6,2%). Gli aumenti minori sono stati invece quelli di servizi privati alle famiglie (+1,3%) ed estrazioni minerali (+2,1%). Una variazione nulla si registra infine per l'agricoltura. Nel periodo gennaio-maggio 2008 il numero di ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro è stato di 2,008 milioni, poco più del doppio del dato registrato nello stesso periodo dell'anno precedente, quando era di 936mila). Lo sottolinea l'Istat, sulla base dei dati provvisori dei primi cinque mesi dell'anno, che spiega come l'84% sia da imputare alla motivazione rinnovo del contratto di lavoro. I dubbi dei consumatori. Le associazioni dei consumatori hanno espresso qualche perplessità sullo straordinario aumento delle retribuzioni di luglio: "Premesso che abbiamo qualche perplessità sui dati Istat relativi all'aumento degli stipendi, superiore al tasso di inflazione, ma ammettendo anche che siano reali, una domanda si pone con grande forza. Dov'è finito il tesoro che i lavoratori hanno accumulato?", osserva il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti. "Qualcuno se la dovrà pur porre questa domanda, - aggiunge Trifiletti - perché il risparmio delle famiglie langue; l'indebitamento delle famiglie aumenta: quest'anno tocchiamo i cento miliardi di esposizione; i consumi in generale diminuiscono, in maniera particolarmente clamorosa quelli fondamentali dell'alimentazione. Detto ciò, da qualche parte queste risorse andranno a finire". I dati delle grandi imprese. Occupazione in leggero calo e retribuzioni in crescita nelle grandi imprese italiane (con almeno 500 dipendenti). A giugno - secondo i dati dell'Istat - l'occupazione nelle grandi imprese ha registrato su base annua una variazione negativa lorda dello 0,3 per cento; al netto della Cassa integrazione guadagni la variazione, sempre negativa, è dello 0,2 per cento. La retribuzione lorda per ora lavorata ha presentato nello stesso mese una diminuzione su base mensile (al netto della stagionalità) dello 0,6 per cento e un incremento del 2,7 per cento su base annua dell'indice grezzo. Nella media del primo semestre la retribuzione lorda per ora lavorata ha registrato una variazione di più 4,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Considerando solo il settore dell'industria,l'occupazione ha segnato, in termini tendenziali, diminuzioni dell'1,4 per cento al lordo dei dipendenti in C.i.g. e dell'1,2 per cento al netto dei dipendenti in Cassa integrazione. Complessivamente, nel primo semestre del 2008, la variazione dell'occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2007, è stata di -1,0 per cento al lordo della C.i.g. e di -0,9 per cento al netto della C.i.g. Tra i settori più colpiti quello delle costruzioni, che nel solo mese di giugno ha registrato su base annua un calo del 5,3 per cento. Va meglio nei servizi, dove a giugno l'indice dell'occupazione ha registrato su base annua un aumento dello 0,3 per cento sia al lordo, sia al netto della C.i.g. Nel confronto tra il periodo gennaio-giugno 2008 e il medesimo periodo del 2007, la variazione è stata di +0,7 per cento sia al lordo della C.i.g., sia al netto. Il ricorso alle ore di lavoro straordinario è stato a giugno pari al 5,5 per cento delle ore ordinarie, con un calo di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Le ore di sciopero effettuate nelle grandi imprese nel mese di giugno sono state pari a 1,6 per mille ore lavorate, con una diminuzione di 1,0 ore rispetto a giugno del 2007; nel confronto tra il periodo gennaio-giugno del 2008 e il medesimo periodo dell'anno precedente si osserva un incremento di 0,7 ore di sciopero per mille ore lavorate. Nell'industria, tuttavia, le ore di sciopero effettuate a giugno sono state pari a 2,5 per mille ore lavorate, con un aumento di 0,6 ore rispetto a giugno 2007
Le retribuzioni contrattuali orarie a luglio sono aumentate dello 0,7 per cento rispetto a giugno e del 4,3 per cento su luglio 2007, l'incremento più significativo dall'ottobre del '97 (+4,5 per cento). Un aumento anche superiore all'inflazione, che a luglio si è attestata al 4,1 per cento. Lo rende noto l'Istat precisando che l'incremento è dovuto ai numerosi rinnovi contrattuali e agli aumenti tabellari di molti accordi recepiti nel mese. Infatti nel periodo considerato sono stati rinnovati il contratto del commercio, quelli del comparto calzaturiero, del settore gomma e plastica, quello dei ceramisti. In vigore da luglio anche i nuovi contratti dei dipendenti Bankitalia e di quelli della scuola privata laica. Considerando i primi sette mesi dell'anno, l'aumento è del 3,1 per cento. A incidere sull'aumento di luglio anche le prime rate di incrementi tabellari per gli accordi tessili, vestiario e maglierie e servizi smaltimento rifiuti municipalizzati. Allo stesso modo a luglio si sono fatti sentire gli aumenti retributivi fissati da contratti già in vigore (carta, energia elettrica, alberghi e pubblici esercizi, trasporto merci su strada, servizi di magazzinaggio, credito, lavanderie e tintorie) e l'adeguamento di indennità nei contratti olearia e margariniera, forze dell'ordine e militari-difesa. Guardando ai vari settori, gli incrementi più elevati si osservano per assicurazioni (+7,7%), alberghi e pubblici esercizi (7,6%), ministeri e militari-difesa (entrambi +6,2%). Gli aumenti minori sono stati invece quelli di servizi privati alle famiglie (+1,3%) ed estrazioni minerali (+2,1%). Una variazione nulla si registra infine per l'agricoltura. Nel periodo gennaio-maggio 2008 il numero di ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro è stato di 2,008 milioni, poco più del doppio del dato registrato nello stesso periodo dell'anno precedente, quando era di 936mila). Lo sottolinea l'Istat, sulla base dei dati provvisori dei primi cinque mesi dell'anno, che spiega come l'84% sia da imputare alla motivazione rinnovo del contratto di lavoro. I dubbi dei consumatori. Le associazioni dei consumatori hanno espresso qualche perplessità sullo straordinario aumento delle retribuzioni di luglio: "Premesso che abbiamo qualche perplessità sui dati Istat relativi all'aumento degli stipendi, superiore al tasso di inflazione, ma ammettendo anche che siano reali, una domanda si pone con grande forza. Dov'è finito il tesoro che i lavoratori hanno accumulato?", osserva il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti. "Qualcuno se la dovrà pur porre questa domanda, - aggiunge Trifiletti - perché il risparmio delle famiglie langue; l'indebitamento delle famiglie aumenta: quest'anno tocchiamo i cento miliardi di esposizione; i consumi in generale diminuiscono, in maniera particolarmente clamorosa quelli fondamentali dell'alimentazione. Detto ciò, da qualche parte queste risorse andranno a finire". I dati delle grandi imprese. Occupazione in leggero calo e retribuzioni in crescita nelle grandi imprese italiane (con almeno 500 dipendenti). A giugno - secondo i dati dell'Istat - l'occupazione nelle grandi imprese ha registrato su base annua una variazione negativa lorda dello 0,3 per cento; al netto della Cassa integrazione guadagni la variazione, sempre negativa, è dello 0,2 per cento. La retribuzione lorda per ora lavorata ha presentato nello stesso mese una diminuzione su base mensile (al netto della stagionalità) dello 0,6 per cento e un incremento del 2,7 per cento su base annua dell'indice grezzo. Nella media del primo semestre la retribuzione lorda per ora lavorata ha registrato una variazione di più 4,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Considerando solo il settore dell'industria,l'occupazione ha segnato, in termini tendenziali, diminuzioni dell'1,4 per cento al lordo dei dipendenti in C.i.g. e dell'1,2 per cento al netto dei dipendenti in Cassa integrazione. Complessivamente, nel primo semestre del 2008, la variazione dell'occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2007, è stata di -1,0 per cento al lordo della C.i.g. e di -0,9 per cento al netto della C.i.g. Tra i settori più colpiti quello delle costruzioni, che nel solo mese di giugno ha registrato su base annua un calo del 5,3 per cento. Va meglio nei servizi, dove a giugno l'indice dell'occupazione ha registrato su base annua un aumento dello 0,3 per cento sia al lordo, sia al netto della C.i.g. Nel confronto tra il periodo gennaio-giugno 2008 e il medesimo periodo del 2007, la variazione è stata di +0,7 per cento sia al lordo della C.i.g., sia al netto. Il ricorso alle ore di lavoro straordinario è stato a giugno pari al 5,5 per cento delle ore ordinarie, con un calo di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Le ore di sciopero effettuate nelle grandi imprese nel mese di giugno sono state pari a 1,6 per mille ore lavorate, con una diminuzione di 1,0 ore rispetto a giugno del 2007; nel confronto tra il periodo gennaio-giugno del 2008 e il medesimo periodo dell'anno precedente si osserva un incremento di 0,7 ore di sciopero per mille ore lavorate. Nell'industria, tuttavia, le ore di sciopero effettuate a giugno sono state pari a 2,5 per mille ore lavorate, con un aumento di 0,6 ore rispetto a giugno 2007
martedì 2 settembre 2008
L’aeroporto di Palermo a rischio ridimensionamento per l’Alitalia
di Rosalio
Nel piano per il risanamento dell’Alitalia l’aeroporto di Palermo potrebbe perdere importanza per la compagnia di bandiera che punterebbe più sullo scalo siciliano di Catania. I sindacati hanno mostrato preoccupazione per i 180 dipendenti Alitalia di Punta Raisi.
L’amministratore delegato Giacomo Terranova della Gesap, che gestisce l’aeroporto di Palermo, ha dichiarato: «Non penso che Alitalia voglia tagliare le rotte da Palermo, ma semplicemente investire nel futuro più a Catania che da noi. Una scelta che non fa paura all´aeroporto palermitano: la tratta Alitalia Palermo-Roma è tra le più remunerative d’Italia, a esempio, e se la compagna aerea vorrà cedere degli slot che ha da noi, penso che non mancheranno altre compagnie interessate a rilevarle. Insomma è il mercato passeggeri che fa il successo di un aeroporto, e non penso che Alitalia voglia rinunciare di punto in bianco ai tanti clienti che ha qui. Noi siamo in salute e pronti a crescere».
Anche il sindaco di Palermo Diego Cammarata è intervenuto: «Proporrò all’attenzione del governo nazionale e di Alitalia la realtà e le potenzialità dell’aeroporto Falcone-Borsellino, che ha fatto registrare, in pochi anni, un consistente sviluppo del flusso passeggeri e un miglioramento evidente dei servizi offerti. Sono certo che lo scalo di Palermo sarà tenuto nella giusta considerazione e non verrà penalizzato dai nuovi assetti della compagnia di bandiera. [...] Ho grande fiducia nelle prospettive di sviluppo del nostro scalo, al quale puà e deve essere dato un ruolo adeguato nel progetto di riordino di Alitalia».
aerei, aeroporti, Alitalia, Catania, Diego Cammarata, Gesap
di Rosalio
Nel piano per il risanamento dell’Alitalia l’aeroporto di Palermo potrebbe perdere importanza per la compagnia di bandiera che punterebbe più sullo scalo siciliano di Catania. I sindacati hanno mostrato preoccupazione per i 180 dipendenti Alitalia di Punta Raisi.
L’amministratore delegato Giacomo Terranova della Gesap, che gestisce l’aeroporto di Palermo, ha dichiarato: «Non penso che Alitalia voglia tagliare le rotte da Palermo, ma semplicemente investire nel futuro più a Catania che da noi. Una scelta che non fa paura all´aeroporto palermitano: la tratta Alitalia Palermo-Roma è tra le più remunerative d’Italia, a esempio, e se la compagna aerea vorrà cedere degli slot che ha da noi, penso che non mancheranno altre compagnie interessate a rilevarle. Insomma è il mercato passeggeri che fa il successo di un aeroporto, e non penso che Alitalia voglia rinunciare di punto in bianco ai tanti clienti che ha qui. Noi siamo in salute e pronti a crescere».
Anche il sindaco di Palermo Diego Cammarata è intervenuto: «Proporrò all’attenzione del governo nazionale e di Alitalia la realtà e le potenzialità dell’aeroporto Falcone-Borsellino, che ha fatto registrare, in pochi anni, un consistente sviluppo del flusso passeggeri e un miglioramento evidente dei servizi offerti. Sono certo che lo scalo di Palermo sarà tenuto nella giusta considerazione e non verrà penalizzato dai nuovi assetti della compagnia di bandiera. [...] Ho grande fiducia nelle prospettive di sviluppo del nostro scalo, al quale puà e deve essere dato un ruolo adeguato nel progetto di riordino di Alitalia».
aerei, aeroporti, Alitalia, Catania, Diego Cammarata, Gesap
lunedì 30 giugno 2008
Alla Finanziaria del Governo Prodi dobbiamo dire: "Grazie!"
Immobili, il Fisco farà il pieno La soglia di esenzione scende da 3.000 a 500 euro. Chi la supera pagherà il 23% Fisco più pignolo con i piccolissimi proprietari immobiliari. Con l’eliminazione della no tax area di 3.000 euro, che esonerava dalla dichiarazione chi aveva redditi da fabbricati e terreni fino a questa soglia, molti contribuenti saranno da quest’anno costretti a compilare il 730 o il modello Unico. Il caso classico è quello della moglie casalinga che possiede solo redditi immobiliari d’importo minimo. Dal 2007 l’esonero dalla dichiarazione è previsto solo se i redditi immobiliari non superano i 500 euro. Un limite davvero basso, e il Fisco non ha precisato se al netto o al lordo dell’abitazione principale. Assisteremo, quindi, a un’inutile moltiplicazione di dichiarazioni.
Molti di Voi avranno già avuto modo di apprezzare le grandi manovre del precedente governo... mi chiedo solo una cosa a questo punto: hanno forse introdotto una tassa sull'aria che respiriamo? Non vorrei mi fosse sfuggita..poi magari mi arriva direttamente la cartella esattoriale...
Silvio, pensaci tu.
Molti di Voi avranno già avuto modo di apprezzare le grandi manovre del precedente governo... mi chiedo solo una cosa a questo punto: hanno forse introdotto una tassa sull'aria che respiriamo? Non vorrei mi fosse sfuggita..poi magari mi arriva direttamente la cartella esattoriale...
Silvio, pensaci tu.
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